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| Sandro Bini, Senza Titolo 2009 |
Voglio ringraziare l'amico Andrea
Buzzichelli per aver stimolato e condensato questo mio scritto. Il buon
Andrea in un post su facebook si domanda “La bufala del rullino digitale adattabile alle vecchie 35 mm gira ormai da anni . Ma
perchè qualcuno non lo fa davvero? Non mi pare una cosa impossibile e neppure
stupida ... anzi .."
Ecco al di là delle possibilità tecniche sulle quali non sono preparato, credo
in buona sostanza che i motivi siano di puro marketing come sempre accade per
le questioni di mercato, ma credo anche
che questi stessi motivi possono essere lo spunto ad una piccola riflessione
filosofico-politica sull’analogico e sul digitale. Mi
spiego: una eventuale presenza sul mercato fotografico di un “rullino
digitale” adattabile a qualsiasi macchina di piccolo formato e magari anche a quelle analogiche (esistono solo
dorsi digitali per il medio e il grande formato) costituirebbe una svolta
democratica del marketing digitale che sarebbe molto gradita dal pubblico dei fotografanti analogic born ma che i produttori si guardano bene di accontentare. Fin adesso, infatti, quando acquistiamo una fotocamera digitale acquistiamo in blocco pure il sensore/cpu che è impossibile da sostituire con uno diverso da quello originale. E’ un po’ come se in era analogica fosse entrata sul mercato una fotocamera che poteva funzionare solo con pellicole della stessa marca (in realtà con la Polaroid era proprio così!). Ma a parte il caso speciale (guarda caso della fotografia istantanea) chi mai avrebbe mai comprato quel modello di fotocamera? Insomma con l’avvento della fotografia
digitale è finita la democrazia analogica della funzione matrice/memoria della pellicola (perchè come sappiamo la stessa pellicola andava bene sia su una compattina che su una reflex super professionale del medesimo formato) e inizia la dittatura del sensore unico e insostituibile. L’unica possibilità di cambiarlo è infatti con uno identico o con l’acquisto di una
nuova macchina. Per i produttori ovviamente tutto bene così con un caro saluto ai nativi analogici!





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